L’innalzamento del livello dei mari, lo spostamento delle coste e lo scioglimento del permafrost oggi rendono il suolo meno decifrabile, meno sicuro, non più il fondamento stabile del pensiero o dell’abitare che un tempo si presumeva fosse. In un mondo come questo, l’Antropocene non può essere narrato solo come una storia litica.
Questo è un tempo in cui “la sostanza umida satura il nostro mondo vitale”, invitandoci ad ascoltare “ciò che scorre sotto questa narrazione pietrosa e terrestre” e a riconsiderare “le nostre relazioni con le acque con cui viviamo e da cui dipendiamo”. Da questo orientamento si è sviluppata un’epistemologia alternativa: pensare con l’acqua.

